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Dicono di noi.. articolo di "Città di Corinaldo"

2020-08-16 17:55

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Dicono di noi.. articolo di "Città di Corinaldo"

Dicono di noi.. Articolo di "Città di Corinaldo"

✍️Una bella storia. In crescendo. Scritta da Sara, donna appassionata e concreta.
“La mia azienda nasce come impresa etica aderente a un progetto socio economico che prende il nome di “Economia di Comunione” (vivere e diffondere una nuova cultura economica e civile, dai bambini agli anziani, una “cultura del dare”, ndr). Ho radici ben salde per quanto riguarda la giustizia sociale.”

Sara Simonetti, titolare di “Verde Naturale” è colei che gestisce l’ormai famoso campo di lavanda, invaso, quest’anno come non mai, da un’orda di curiosi della bellezza naturale. La lavanda, fino a qualche anno fa, aveva il profumo della Provenza. Poi ha travalicato i confini francesi fino ad arrivare a Corinaldo, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Un viaggio di anime viola. Il profumo intenso, i contrasti di luce e colori al tramonto. Un viaggio di scoperta: dai colori della terra all’entusiasmo della raccolta, dalle ricette ai tanti prodotti realizzati.

“Ho fornito le piantine di lavanda alla cooperativa “Undicesima ora” della Caritas di Senigallia e, tre anni dopo che le hanno piantate, sono entrata con loro in rete di impresa, perché avevano bisogno di una persona sul territorio che seguisse il campo. È da un anno che lo gestisco direttamente, gli ho ridato una forma. Gli anni passati, infatti nessuno lo aveva notato, forse qualcuno, quest’anno è bellissimo e c’è stato un boom di visite. È anche vero, e non dobbiamo nasconderlo, che quest’anno c’è il Covid e la gente ha poche attrazioni, non è tutto merito mio (sorride, ndr)."

Che effetto ti ha fatto vedere il campo di lavanda invaso di ammiratori?
“È stato qualcosa di travolgente. Pensa che, oltre a pulire il campo, non abbiamo fatto nulla! È stata una sorpresa che mi ha preso alla sprovvista. Mi hanno telefonato da tutta Italia, da Napoli, Roma, Vicenza. In realtà, attrazioni di questo tipo, parlo dei lavandeti, fanno pagare l’accesso al campo quindi tanti mi hanno chiamato per sapere orari, il costo dell’ingresso. Il fatto che fosse a entrata libera è stato, ovviamente, un punto a nostro favore; ho messo solo un’unica condizione, quella di taggare (anche su suggerimento di Maria Chiara, mia figlia) e da tag a tag le foto arrivate sono state una valanga. E credo che abbia portato molto turismo in paese.”

Sarebbe bello Corinaldo diventasse il “Paese della Lavanda”.
“Sarebbe una cosa diversa. Secondo me nelle Marche c’è una biodiversità straordinaria. Ti faccio un esempio: il Verdicchio è una tipicità buonissima, perché abbiamo un territorio straordinario, un clima veramente ottimale, però, senza sminuire assolutamente il prodotto, il Verdicchio ce l’hanno tutti, la lavanda no. In realtà quest’anno era in previsione di fare una festa, solo che, con l’avvento del Covid, l’abbiamo dovuta rimandare.”

Sara nasce vivaista. E’ riproduttrice di piante aromatiche e medicinali con certificazione biologica indirizzo essenziero.
“Ho iniziato tutto come floricoltrice poi, non essendo in grado, come forma mentis, di utilizzare i fitofarmaci convenzionali, mi è capitato un progetto di sviluppo regionale che riguardava le piante aromatiche officinali e mi ci sono buttata a capofitto. Scelta biologica. Un orientamento di stile di vita mi ha portato in questa direzione. Dal 2001 mi sono stabilizzata con questo progetto “Verde Naturale”.”

“La mia è un’azienda atipica: intanto sono donna e capita ancora oggi dopo venti anni di attività che arrivino rappresentanti che chiedano dov’ è il capo ☺, poi sono Bio e non ce ne sono molte di aziende biologiche, inoltre coltivo queste piante aromatiche officinali delle quali sono fornitrice nazionale, con richieste, con certificazione Bio, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta. Sono un punto di riferimento, sotto questo aspetto, ormai da tanti anni.”

Come nasce la tua passione?
“Vivaista e con campetti di piante madri, con il tempo mi sono appassionata quindi ho iniziato a fare anch’io le mie coltivazioni. Fino allo scorso anno avevo tre ettari e mezzo di coltivazione, ora ne ho quasi nove. E un bel progetto in ballo.”

Ce lo puoi svelare?
“Sto coltivando una specie di rosmarino per un progetto che andrà a finire in un rimedio contro l’Alzheimer. Sono stata selezionata da un’azienda giapponese che a mia insaputa ha valutato il mio prodotto che è risultato il migliore tra Italia, Francia e Spagna per un progetto di ricerca nato in Francia, che ha individuato all’interno di un tipo di rosmarino una sostanza che blocca l’Alzheimer. I giapponesi hanno comprato il progetto ai francesi, hanno eseguito la sperimentazione clinica in Giappone e il mio rosmarino è risultato quello con la molecola più ricca e stabile di tutte le aziende scelte.”

Come ti hanno trovata?
“È una storia molto bella. La signora giapponese che fa importazione verso il Giappone di tutte le derrate alimentari di qualità e che sta in Italia da 30 anni, lavorava in Calabria e voleva far piantare queste piante di rosmarino lì. Però, quando è venuta da me a cercare quel tipo di pianta (mi aveva trovato su Internet) le ho risposto “la pianta che tu cerchi è questa, però, dato che non nasce qui, da me non è un granché”. Le ho dato altri tre campioni, che sapevo avrebbero analizzato, e dentro un altro tipo di rosmarino (coltivo più tipi della stessa pianta), hanno trovato ciò che cercavano.
Ho spiegato loro che qui da noi, il rosmarino che cercavano non era poi così ricco perché la pianta sintetizza gli elementi all’interno a seconda del terreno, della latitudine, del clima, così lei ha fatto due conti chiedendomi: “Sara, tu saresti disposta a coltivarmelo?” Al momento ho un contratto verbale, è ancora tutto in divenire, anche se ho già consegnato le prime campionature e sto attendendo che si sblocchino le frontiere per formalizzare il contratto.”

Il distillatore inaugurato qualche settimana fa, serve principalmente a questo?
“È un investimento fatto proprio per questo progetto che ha bisogno di una distillazione certificabile alimentare.”

Altri progetti in vista?
“Si, con la Fondazione “S. Maria Goretti” e la cooperativa “Undicesima ora” della Caritas, sperando che la Regione Marche, al quale abbiamo presentato un progetto, ci aiuti: vorremmo creare un orto sociale a Corinaldo, che potrebbe creare dei posti di lavoro stabili e ridare dignità ad alcune persone altrimenti escluse dai processi economici consueti”

Credi l’idea riuscirà a diventare realtà?
“Lo speriamo. La garanzia di serietà, da parte nostra, c’è tutta. Un progetto indirizzato a persone che non hanno lavoro, da riabilitare, un progetto per imparare un mestiere, aperti ad accogliere.”

 

LINK ARTICOLO ORIGINALE: https://www.facebook.com/cittadicorinaldo/posts/3377365925641939?__xts__%5B0%5D=68.ARAsKB-Z0AqOs6OfsQLrzwy--GIPqFEE0zwvOqq7UWXidyXkqvkv-M2bX2gk37TXLjEmn9XzSzvpY8SAyRNSkAjhFvBcCK-1oS7rlmQcvAUWgRj5egsEaacMncDJlW0KdnKglQXqNSoYVKXcXZmH3r1YcEqsQRKL2y6zK27ZpxtdFs5siVbEhYTSrwYLT_heaXPKAf6hokxULo0IE7hbR5eppV4HK0xmLrWWHZ1n_eW6e-7IEU4hnrRKTQq4XDlpRU8BJlrVeB0Ve16_tbmv5su1hQ4IMiI0QWgWdScRntzDHTljgRVORi0Noli-CDYStcc3Lh9VflGoIcSsNekGaFtIYg&__tn__=K-R

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